ella prima puntata del 2003 si riprende e si conclude la panoramica sui temi affrontati al Forum Sociale Europeo. Tre erano le grandi aree di discussione al Forum: dopo “Guerra e pace”, in questa puntata si parla di “Diritti” e di “Neoliberismo”. Di particolare importanza il tema dell’informazione, date anche le polemiche pretestuose che hanno preceduto e accompagnato l’incontro. L’impegno delle religioni nella costruzione di un mondo nuovo, di pace e solidarietà, è stato ampiamente esaminato, e discusso. Le due puntate di Intrecci sono riunite in un unico documentario di 35’ Firenze Europa, Mondo… - disponibile per iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione - che cerca di restituire, per chi c’era e per chi non ha potuto esserci, immagini e suoni, volti e parole di quattro giorni indimenticabili, dall’apertura in Piazza Santa Croce all’interminabile corteo di sabato 9 novembre. Da Dario Fo ad Ahmed Ben Bella, da Giulietto Chiesa a Riccardo Petrella, da Samir Amin a Isidoro Mortellaro, da Luisa Morgantini al Presidente della regione Toscana: studenti, sindacalisti, immigrate, esponenti politici e partecipanti provenienti da Europa, Asia, Africa, Americhe… tutti alla ricerca di un altro mondo, non solo possibile ma necessario.
i fronte ad una guerra presentata come necessaria e inevitabile, “Intrecci” proponenella seconda puntata del 2003 due testimonianze di persone che della guerra in Medio Oriente hanno un’esperienza diretta. La prima (per concessione di “Un ponte per”) è quella di Scott Ritter, ex Marine e veterano della Guerra del Golfo, ispettore per il disarmo in Iraq tra il 1992 e il 1998, sugli aspetti e le conseguenze catastrofici del conflitto imminente. La Palestina, divisa da una sanguinosa guerra intestina, è al centro della vita e della storia di Sara: ragazza milanese sposata con un giovane palestinese, oggi impossibilitato a uscire dai territori occupati. Due interviste molto diverse, ma caratterizzate entrambe dalla denuncia di soluzioni di forza; che non risolvono i problemi ma quasi sempre li aggravano drammaticamente.
Tra le grida di guerra che si succedono incessantemente, “Intrecci” ripropone in questa puntata, attraverso rapidi flash alternati alle immagini delle manifestazioni per la pace di Roma e Milano, nove testimonianze di guerre dimenticate degli ultimi dieci anni. Salvador 1992, Guatemala 1993, Palestina 1994, Angola 1995, Somalia 1996, Algeria 1997, Armenia 1998, Albania 1999, Kosovo 2000… sono solo alcuni degli innumerevoli conflitti sui quali è calato – se mai si è alzato - il sipario dell’informazione “ufficiale”. Voci e volti delle vittime senza nome della guerra, ci ricordano la realtà di un mondo lacerato, nell’indifferenza e nel silenzio, e rafforzano l’impegno a operare per una pace “senza se, e senza ma”.
n'altra televisione è possibile? E' la domanda che ci facciamo da più di tre anni e che, dopo il Forum Sociale di Firenze, si è rapidamente diffusa tra tutti coloro che vorrebbero nuove forme di comunicazione televisiva, più reale e indipendente. In Brasile la "TV de rua" di Belèm ne è un esempio. Ma anche in Italia, negli ultimi mesi, si è diffuso a macchia d'olio il movimento delle TV di strada - Telestreet - che propongono un nuovo modello di informazione televisiva. E' sulla base di queste idee, e con la forte accelerazione impressa dallo scoppio della guerra in Irak, che sono nate nuove TV satellitari: Global TV, NoWar TV, la TV della pace di Milano. E' un percorso ancora lungo, a cui Intrecci aderisce pienamente: un nuovo modo di fare la televisione che cambierà profondamente il panorama della comunicazione in Italia.
° maggio a Lima: sfilano nel corteo i bambini lavoratori, che hanno costituito un loro “sindacato”. Nel mondo sono più di 250 milioni (trecentomila in Italia) i bambini che lavorano: nell’agricoltura, nel lavoro domestico, nell’edilizia, come mano d’opera a bassissimo costo e senza diritti nei subappalti delle multinazionali. Centinaia di migliaia si prostituiscono, o vengono arruolati forzosamente nei vari eserciti, nei paesi in via di sviluppo. Rappresentanti dei movimenti di Asia, Africa e America Latina si sono di recente riuniti a Milano: per quasi tutti il lavoro è non solo un sostegno indispensabile all’economia familiare, ma anche l’unica possibilità di guadagnare qualche soldo che permetta loro di studiare e aprire prospettive di un futuro migliore.
Il problema della mancanza, o della scarsità, delle risorse idriche, è uno dei maggiori che l'umanità si troverà ad affrontare nei prossimi decenni. Al vertice di Kyoto lo scorso mese di marzo i rappresentanti dei governi non sono riusciti a trovare strategie efficaci per combattere la grande sete che rischia di attanagliarci nel prossimo futuro. A Firenze, al Forum Mondiale Alternativo sull'acqua, più di 500 delegati provenienti da 50 paesi, hanno discusso di questo elemento essenziale dell'equilibrio umano e ambientale, patrimonio di tutti e a cui tutti hanno diritto, che oggi si vorrebbe monetizzare e privatizzare, tanto nel nord quanto nel sud del mondo; con particolare riferimento agli stretti legami che uniscono l'uso dell'acqua alla guerra e alla pace.