Gli Italiani già dal ‘500 sono presenti In tutte le colonie spagnole dell'America del Sud; conseguenza dell’alleanza della Spagna con alcuni stati della penisola, soprattutto con la Repubblica di Genova. Nella Biblioteca Nazionale di Santiago del Cile abbiamo trovato inedite tracce di uno di loro - Giovanni Battista Pastene - nelle lettere autografe scritte dal conquistatore Pedro de Valdivia a Carlo V°, l’imperatore sul cui regno “non tramontava mai il sole”. Altri capitani genovesi stabilrono nella seconda metà del 500 un attivo traffico tra i porti del Callao e Valparaiso, inaugurando il commercio marittimo di cabotaggio, che con la fine del dominio spagnolo fu in gran parte monopolio dei marinai genovesi; avanguardia dei futuri emiganti che con un lunghissimo viaggio attraverso lo stretto di Magellano daranno nella seconda metà dell’800 la loro impronta ai porti di Valparaiso e del Callao.
Ci sono nel mondo centinaia di milioni di persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che non hanno accesso al credito bancario perché considerate economicamente non affidabili dalle banche tradizionali. Il microcredito si rivolge proprio a loro, e consiste in un piccolissimo prestito, concesso senza nessuna garanzia, per intraprendere nuove attività. Yunus, il fondatore della Grameen bank, spiega come inizialmente il microcredito si sia rivolto alle donne povere del Bangladesh, e si sia poi estesa ad altre aree del mondo, fino all'Europa. Le Nazioni Unite sostengono in modo particolare questo genere di iniziative come motore di sviluppo - illustrate anche con esempi concreti in Africa e in India - e hanno designato il 2005 "anno internazionale del microcredito"
Nell'autunno 2005 Venezia ha ospitato alla Fondazione Cini la prima conferenza mondiale su "Il futuro della scienza". Promossa dal prof. Umberto Veronesi, la conferenza ha visto la partecipazione di scienziati, ricercatori, filosofi, esponenti religiosi e politici, che in tre giorni di dibattito si sono confrontati sui temi "scienza ed etica ", "scienza e vita quotidiana" e "scienza e potere". Particolare attenzione è stata posta sul problema delle fonti energetiche e del loro impatto ambientale, anche alla luce dei recenti devastanti fenomeni climatici che hanno colpito indiscriminatamente tanto i paesi del nord - i maggiori responsabili dell'inquinamento ambientale - quanto quelli del sud, che hanno visto così accresciuti i loro già drammatici problemi.
Come ogni anno alla tenuta di San Rossore (Pisa), la Regione Toscana organizza momenti di riflessione sui grandi problemi del millennio. La salute del pianeta è stata affrontata sia nei suoi aspetti ambientali generali, sia nei suoi riflessi nella vita quotidiana, tanto positivi quanto negativi, da relatori italiani, africani, asiatici e americani. Ad alcuni miglioramenti fondamentali nella disponibilità alimentare e nelle aspettative di vita, non sono seguiti progressi corrispondenti per il diritto alla salute e alla qualità del cibo. Le cause principali sono da ricercare negli interessi economici contrastanti, e al permanere di gravi squilibri tra paesi più e meno sviluppati: dal confronto tra le diverse realtà sono nati suggerimenti e proposte in vista di un futuro migliore per tutti. Mercoledì 15 febbraio alle ore 18 alla Casa della Cultura di Milano conferenza stampa di presentazione della nuova serie di Intrecci
L'Italia, anche la provincia di Modena, oggi una delle zone più ricche del mondo, viveva cento anni fa una grande situazione di povertà. Un centinaio di famiglie dell’Appennino modenese decise di emigrare nelle terre vergini del Cile del sud: una partenza dolorosa, e cento anni trascorsi tra mille difficoltà nella colonia di Capitan Pastene - così chiamata dal nome del primo ammiraglio genovese dell’Oceano Pacifico - al servizio della corona di Spagna. Oggi i 2000 discendenti di quegli emigranti, che conservano ancora i nomi e alcuni usi alimentari della loro terra di origine, rievocano con emozione e passione, con un corteo di carri trainati da buoi, la vicenda storica e umana dei loro “nonni”.
L’inquinamento con i conseguenti cambiamenti climatici - siccità e aumento della desertificazione, tempeste, alluvioni, depauperamento delle risorse idriche - compromette il delicato equilibrio del nostro pianeta. E' necessario creare una nuova sensibilità sul piano dell'informazione e dell'educazione. Il terzo Congresso mondiale sull'educazione ambientale, svoltosi a Torino, é stata l'occasione per confrontarsi su questi temi, attraverso esempi concreti nei vari paesi del nord e del sud del mondo; con particolari testimonianze delle popolazioni indigene, da sempre attente alla salvaguardia dell'ambiente naturale, unica loro fonte di vita.
Il primo a rendersi conto che Cristoforo Colombo non era arrivato alle Indie ma aveva "scoperto" un nuovo mondo, non fu il navigatore genovese, ma un altro Italiano - Pietro Martire d'Anghiera; e da un altro Italiano - Amerigo Vespucci - il continente prende il nome; così come molti altri navigatori e viaggiatori, al servizio dei re di Spagna, Inghilterra e Francia, lo esplorarono e descrissero. Tra questi merita di essere ricordato Gerolamo Benzoni, che per primo descrisse, nella sua "Historia del Mondo Nuovo" pubblicata nel 1565, le conseguenze tragiche della conquista spagnola, oggi rivisitate dal punto di vista demografico da Masssimo Livi Bacci. Trecento anni dopo molti altri Italiani - tema di un recente convegno a Genova - cominciarono a raggiungere l'America in cerca di quella libertà che in patria era ancora un miraggio: un esempio per tutti quello del milanese Antonio Raimondi, figura chiave nella conoscenza e valorizzazione del Perù moderno, e simbolo dei rapporti tra i due mondi cementati dal successivo arrivo di milioni di emigranti.
La puntata si apre e si chiude con un’intervista al premio Nobel per l’economia Amartya Sen, che sottolinea l’importanza di un sistema democratico dell’informazione per lottare contro povertà e ingiustizie. Prosegue con interviste a giornalisti africani e italiani sull’importanza di una stampa libera e non “catastrofista”, e della collaborazione tra giornalisti del nord e del sud del mondo per favorire la conoscenza reciproca tra le diverse realtà sempre più interdipendenti. Dalla stampa alla radio, come strumento di comunicazione democratica, di base e a basso costo, sia per i produttori sia per gli utilizzatori: con interviste ed esempi, dal Brasile al Rwanda, a un convegno internazionale promosso da Radio Popolare, una delle prime storiche emittenti libere italiane. Il tutto nell’ipotesi di costruire un'alleanza tra media del nord e del sud del mondo, per colmare il gap informativo che ancora li separa.
Nel mondo ci sono decine di milioni di profughi, che hanno bisogno di assistenza e sostegno. L'organizzazione umanitaria "Medici senza Frontiere" ha voluto richiamare l¹attenzione su questo grande dramma dei nostri tempi portando nel cuore delle città italiane, con l'iniziativa "Un campo in città", la ricostruzione della loro vita quotidiana. Esempi vari, dalla Somalia all'Angola, mostrano la condizione di persone che dipendono per la loro sopravvivenza dagli aiuti internazionali delle agenzie dell'ONU o delle Organizzazioni Non Governative. La vita del campo è vista all'inizio da tutti come provvisoria, nella speranza di tornare al paese e agli affetti che hanno dovuto abbandonato per sfuggire a guerre, persecuzioni, carestie o catastrofi naturali: ma a volte passano anche decenni prima che questo accada. E nel frattempo tutto quello che a noi sembra "normale" ­ dall¹acqua al cibo, dall'alloggio alla salute ­ deve essere conquistato con fatica giorno per giorno.
Anche quest'anno si è svolto a San Rossore il consueto appuntamento con i grandi temi della globalizzazione, organizzato dalla regione Toscana: tema di questa edizione, l'energia. Tra i tanti ospiti uno spettatore d'eccezione, Beppe Grillo, che in questa puntata di Intrecci tocca i temi a lui più cari: energie alternative, lotta agli sprechi, inceneritori, internet e le sue straordinarie possibilità, informazione, inquinamento e politica.
Il tradizionale appuntamento estivo a san Rossore, promosso dalla Regione Toscana, è stato dedicato quest’anno al problema dell'energia. Esperti, ricercatori e scienziati provenienti da diversi paesi si sono confrontati sulle energie rinnovabili come possibile via per uscire dalla dipendenza dal petrolio e dagli altri combustibili fossili, il cui uso ha come conseguenza il riscaldamento globale e i catastrofici mutamenti climatici. L'obiettivo è quello di superare la crisi energetica, liberandosi dalla dipendenza dal petrolio, con una politica di risparmio - soprattutto nei paesi ricchi, che consumano l'85% delle risorse globali; mentre i paesi più poveri, come l'Africa, non hanno praticamente accesso al mercato dell'energia. Trovare fonti alternative, pulite e rinnovabili: dal solare all'eolico all'idrogeno: è questa, per un futuro sostenibile, la sfida che attende l'umanità nei prossimi anni.